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Vantaggi e Svantaggi del TFR in Busta Paga


La Legge di Stabilità 2015 ha stabilito che i lavoratori del settore privato, con un’anzianità di servizio di almeno 6 mesi, possono scegliere di ricevere in busta paga dal 1° marzo 2015, la quota del TFR maturata mensilmente.

Condizioni della scelta

Una volta espressa la scelta di ricevere il Tfr in busta paga, l’opzione resta valida fino al 30/06/2018 e non potrà essere modificata.

Tale opzione è consentita anche ai lavoratori che stanno già versando il TFR in un fondo di previdenza complementare.

Trattamento fiscale e previdenziale, effetto su bonus 80 euro e ISEE

La quota di TFR “mensilizzato”:

  • è sottoposta a tassazione ordinaria in luogo della tassazione separata prevista in caso di anticipo o liquidazione del Tfr. Si cumula quindi con il reddito del periodo.

  • costituisce reddito ai fini del calcolo delle detrazioni

  • costituisce reddito ai fini del calcolo per l’assegno per il nucleo familiare

  • costituisce reddito ai fini del calcolo ISEE

  • non costituisce reddito nella base del calcolo per il Bonus 80 euro

  • non costituisce retribuzione imponibile ai fini contributivi

PRINCIPALI VANTAGGI

  • Immediata disponibilità delle quote mensili di TFR per tutto il periodo interessato

  • Aumento dello stipendio mensile (incremento retributivo lordo al 7,40% circa)

PRINCIPALI SVANTAGGI

  • Mancato accantonamento/rivalutazione delle quote di TFR per tutto il periodo interessato

  • TASSAZIONE SFAVOREVOLE, in particolare per i redditi superiori a 28.000 euro (aliquota marginale 38%)

  • Riduzione delle detrazioni

  • Maggiore reddito per il calcolo degli assegni familiari e Isee

#tfrinbustapaga

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