ISAC 2026: cosa cambia davvero per le aziende
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Le comunicazioni sugli ISAC – Indicatori Sintetici di Affidabilità Contributiva stanno arrivando ai datori di lavoro dei primi settori coinvolti: commercio all’ingrosso alimentare e strutture ricettive alberghiere ed extralberghiere. Si tratta della prima applicazione concreta di uno strumento introdotto nel 2021 nell’ambito degli impegni PNRR, con l’obiettivo di favorire una contribuzione corretta e trasparente.
Molte aziende stanno chiedendo come comportarsi, se rispondere o meno, e quali conseguenze possano derivare dalla ricezione della lettera. Le novità sono importanti, ma anche rassicuranti: gli ISAC non sono un accertamento e non generano irregolarità automatiche.
📌 Che cosa sono gli ISAC
Gli ISAC sono indicatori elaborati dall’INPS per valutare la coerenza dei dati contributivi dichiarati dalle aziende rispetto ai valori medi del settore di appartenenza. L’obiettivo è duplice:
premiare le aziende virtuose, valorizzando la regolarità contributiva;
favorire l’emersione di eventuali anomalie, creando un dialogo preventivo tra INPS e datori di lavoro.
La lettera “non determina automaticamente irregolarità contributive, ma rappresenta uno strumento di dialogo che consente alle aziende di verificare la correttezza dei dati dichiarati”.
📨 Le lettere di compliance: cosa significano davvero
Le comunicazioni vengono inviate tramite la Piattaforma di gestione delle azioni di compliance e di contrasto al lavoro sommerso, dove è stata creata una sezione dedicata “ISAC”.
La circolare INPS n. 26/2026 è molto chiara:
“La lettera non ha la natura giuridica di un atto di accertamento, né determina, di per sé, alcuna irregolarità nei confronti del datore di lavoro” (cit.).
E ancora, nelle parole del Direttore Generale Vicario INPS Antonio Pone:
“La risposta è su base volontaria. Non è previsto alcun termine perentorio […] né alcuna rettifica o modifica obbligatoria dei dati” (cit.).
In sintesi:
non è obbligatorio rispondere;
non ci sono sanzioni;
non si genera alcuna irregolarità contributiva;
non è richiesto alcun ricalcolo automatico.
🔍 Perché può essere utile rispondere
Pur non essendo obbligatoria, la risposta può essere strategica. La lettera segnala eventuali scostamenti rispetto alla “fascia di normalità” degli indicatori. Il datore di lavoro può:
verificare la correttezza dei dati inviati;
spiegare eventuali scostamenti (es. stagionalità, riorganizzazioni, esternalizzazioni);
documentare azioni correttive già effettuate;
chiedere chiarimenti sui dati UniEmens utilizzati dall’INPS.
🛠 Come rispondere: il template INPS
La circolare mette a disposizione due modelli (Allegati 6 e 7) che prevedono tre possibili risposte per ogni indicatore con scostamento:
Causa dello scostamento Per spiegare e documentare le ragioni dell’anomalia.
Azioni correttive in UniEmens Per comunicare eventuali flussi correttivi inviati spontaneamente.
Richiesta di chiarimenti Per approfondire i dati contributivi utilizzati dall’INPS.
Il template va inviato tramite Comunicazione Bidirezionale del Cassetto Previdenziale, con oggetto “ISAC”.
🧩 Una misura sperimentale che orienterà i controlli
L’INPS ribadisce che gli ISAC sono una misura sperimentale, pensata per costruire un modello di compliance condiviso. L’obiettivo è duplice:
favorire l’emersione del lavoro irregolare,
premiare le aziende virtuose, orientando l’attività ispettiva verso situazioni realmente a rischio.
🎯 Conclusione
Gli ISAC rappresentano un nuovo tassello nel rapporto collaborativo tra aziende e INPS. Non sono uno strumento punitivo, ma un’occasione per verificare la propria posizione contributiva e, se necessario, correggere eventuali imprecisioni prima che diventino criticità.
Un approccio proattivo può trasformare la lettera di compliance in un’opportunità di trasparenza e tutela aziendale.




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