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Fondi Interprofessionali: nuove linee guida 2026 e opportunità per le imprese

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  • 1 minuto fa
  • Tempo di lettura: 2 min


I Fondi Interprofessionali rappresentano oggi uno degli strumenti più efficaci per finanziare la formazione continua dei lavoratori senza costi aggiuntivi per le aziende. Con il Decreto direttoriale n. 227 dell’11 maggio 2026, il Ministero del Lavoro ha introdotto nuove linee guida che ridefiniscono le modalità di adesione, funzionamento e vigilanza dei Fondi, con l’obiettivo di garantire maggiore trasparenza e tracciabilità.

Queste novità sono particolarmente rilevanti per le imprese che desiderano sfruttare al meglio il contributo obbligatorio dello 0,30% del contributo NaSpI, già versato all’INPS, destinandolo alla formazione finanziata.


Cosa cambia con il Decreto direttoriale n. 227/2026

Il Decreto introduce importanti aggiornamenti, tra cui:


1. Adesione ai Fondi tramite UniEmens

L’adesione avviene valorizzando l’elemento <Adesione> del flusso UniEmens.

“L’adesione e la revoca […] devono essere comunicate mediante la denuncia contributiva flusso UniEmens valorizzando l’elemento <Adesione> di <FondoInterprof>”.

L’effetto decorre dal periodo di paga in cui l’adesione viene indicata.



2. Obbligo di comunicazione PEC al Fondo

In attesa che l’INPS implementi sistemi più sicuri, il Ministero richiede un passaggio aggiuntivo:

“Il legale rappresentante è tenuto ad inviare una comunicazione a mezzo PEC al Fondo prescelto […] allegando copia della denuncia contributiva e del documento di identità.”

Questo vale sia per l’adesione sia per la revoca e il trasferimento verso un altro Fondo.



3. Vincolo dei 12 mesi

Una volta aderito a un Fondo, l’impresa non può cambiare Fondo per i successivi 12 mesi.



4. Trasferimento delle risorse tra Fondi

Le aziende possono trasferire il 70% delle risorse accumulate nel triennio precedente, a condizione che:

  • l’importo minimo trasferibile sia almeno 3.000 euro;

  • l’impresa non rientri nella definizione di micro o piccola impresa per tutti e tre gli anni precedenti (interpretazione restrittiva indicata dall’AGCM).

Per il trasferimento è necessario inviare PEC a entrambi i Fondi con:

  • dichiarazione sostitutiva di notorietà,

  • copia delle denunce contributive,

  • documento di identità.



Perché aderire a un Fondo Interprofessionale?

Aderire a un Fondo è una scelta strategica che permette di:

  • finanziare corsi di formazione senza costi aggiuntivi,

  • aggiornare le competenze dei lavoratori,

  • migliorare la competitività aziendale,

  • accedere a bandi e avvisi dedicati,

  • programmare percorsi formativi personalizzati.

È un’opportunità che ogni impresa dovrebbe valutare, soprattutto in un contesto in cui la formazione continua è un fattore decisivo per la crescita.



Il supporto dello Studio Celli

Lo Studio Celli mette a disposizione dei suoi clienti la grande opportunità di fare formazione gratuitamente aderendo a un Fondo Interprofessionale: una scelta strategica che consente a costo zero di arricchire il budget dedicato alla formazione, promuovendo la crescita delle Risorse e delle competenze e contribuendo al miglioramento delle prestazioni e dei risultati.

I nostri principali servizi includono:

  • Monitoraggio delle opportunità offerte dal Fondo Interprofessionale

  • Consulenza sul funzionamento degli strumenti di finanziamento e assistenza per l’adesione al Fondo

  • Analisi del fabbisogno aziendale e conversione in progetto finanziato

  • Presentazione, gestione e rendicontazione dei progetti nelle piattaforme del Fondo

  • Coordinamento didattico e affiancamento nella fase di erogazione della formazione

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